Febbraio 2022: la Russia invade l’Ucraina, aggiungendo non soltanto una triste pagina della nostra storia di esseri umani nel nostro pianeta, bensì una scia di morte e distruzione ingiustificatamente fuori luogo e fuori tempo. Il mondo intero è sotto shock, pressocché tutte le nazioni del globo condannano e sanzionano le gesta scellerate di Vladimir Putin. Giorno dopo giorno, dal 24 febbraio 2022 ad oggi 4 marzo 2022, l’invasione russa in Ucraina continua a mietere vittime sia tra militari che civili. Il popolo ucraino resiste all’invasione con ogni mezzo disponibile, supportato dagli aiuti esteri che, di fatto, non hanno intenzione di scatenare una vera e propria Terza Guerra Mondiale. Putin, infatti, minaccia così: «Ho qualche parola per chi fosse tentato di interferire con quanto sta succedendo: chiunque cerchi di ostacolarci, o peggio di minacciare il nostro Paese e la nostra gente, sappia che la risposta russa sarà immediata e porterà a conseguenze che non avete mai visto nella storia. Siamo pronti per ogni sviluppo, tutte le decisioni necessarie sono state prese. Spero di essere ascoltato». Rivediamo assieme queste nove giornate di guerra tingendoci di soli due colori, azzurro come il cielo e giallo come il grano: Kyiv, siamo con voi.

“Non è guerra” – Cit. Vladimir Putin

Il Presidente della Russia Vladimir Putin, in una conferenza stampa del 24 febbraio 2022, ha negato che quanto stia accadendo in Ucraina si possa definire guerra. La Russia, riportando testualmente le parole del capo del Cremlino, “è stata costretta” e il suo intento è volto non ad occupare l’Ucraina, bensì a “denazificarla” e per “proteggere la popolazione civile di Donetsk e Luhansk”, regioni separatiste dell’Ucraina e riconosciute come indipendenti dalla Russia il 21 febbraio 2022. È stato proprio questo il primo passo di Putin, ovvero un pretesto per invadere non soltanto il Donbass ma per spingersi fino alla capitale ucraina, Kyiv. Nei giorni scorsi il gruppo di attivisti hacker soprannominato Anonymous ha diffuso documenti top secret dell’esercito russo in cui potrebbe celarsi la prova inconfutabile che l’invasione era stata già approvata il 18 gennaio 2022.

L’invasione

Il 24 febbraio 2022 l’esercito russo avanza in territorio ucraino fino ad occupare sia l’ex centrale nucleare di Chernobyl che l’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel. Nel Paese scatta il coprifuoco, a Kyiv e a Leopoli suonano gli allarmi antiaereo, i mortai russi sparano missili sulla capitale: viene colpito un ospedale pediatrico (3 vittime, due adulti e un bambino), muoiono 137 persone tra militari e civili e altre 316 persone rimangono ferite, stando al bilancio fatto in quella giornata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.